IL MIO METODO
Cosa c'è dietro
a un'immagine
che convince.
Quattro principi che valgono
per ogni progetto,
ogni corso,
ogni decisione tecnica.
IL MIO METODO
Cosa c'è dietro
a un'immagine
che convince.
Quattro principi che valgono
per ogni progetto,
ogni corso,
ogni decisione tecnica.
Un render che racconta
Il realismo standardizzato è la base, non il traguardo. Un’immagine efficace non si limita a riprodurre: interpreta. Sceglie il momento della giornata, l’angolo, la luce, il dettaglio che ti porta dentro lo spazio. È la differenza tra fotografare un palazzo e raccontarne la vita.
Ordine come metodo
Una scena ordinata è una scena che si può migliorare. Una scena confusa, no. Per questo il mio lavoro, e il mio insegnamento, parte sempre dall’architettura del file: collezioni nominate, materiali coerenti, modificatori
controllati. Solo dopo si parla di luci e atmosfera.
L'AI è uno strumento
L’AI genera immagini, ma non prende decisioni progettuali. Non sa quale dettaglio del progetto è importante. Non sa cosa va valorizzato in fase di vendita. Non conosce il cliente. Per questo resta uno strumento utile e potente, ma il pensiero progettuale resta umano.
Lo sport come scuola
Il triathlon insegna tre cose: disciplina, costanza, rigore.
Sono gli stessi ingredienti che separano un render mediocre da uno memorabile. Non esistono scorciatoie, esiste un metro alla volta, fatto bene.
Condividere l'esperienza
Non considero la formazione un’attività separata dal lavoro. Insegnare significa condividere esperienza, metodo e ragionamento progettuale. È un confronto continuo che arricchisce sia chi apprende sia chi insegna.
Un percorso lungo trent'anni
Dal 1996 lavoro nel settore della visualizzazione digitale. Ogni progetto, dagli interni ai prodotti, ha contribuito a costruire un approccio che oggi applico sia nel lavoro professionale sia nella formazione.